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OMEOPATIANET.IT: il blog sulla omeopatia in Italia e nel mondo. Articoli, notizie e rimedi di omeopatia, medici omeopati,video e scuole di omeopatia

  • NUOVO DNA

    NUOVO DNA

    In questo articolo di Patricia Resch, la dottoressa Berrenda Fox ci mette in evidenza i cambi cellulari e del DNA. Fox è una facilitrice olistica del centro Avalon Wellness in Mount Shasta, California. La clinica Avalon rappresenta la re-emergenza dell'ideale di guarigione come si praticava nell'originale isola di Avalon. La dottoressa ha dato prove, attraverso analisi del sangue, che in realtà hanno sviluppato nuove catene di DNA.

    PR: Parliamo un poco del suo curriculum

    BF:ho un dottorato in fisiologia ed in naturopatia; durante il mio periodo di studio in Europa, sono stata coinvolta dai massmedia, e questo continua con il cinema. Sto lavorando con la televisione FOX in un programma sugli extraterrestri e sul loro ruolo in ciò che sta succedendo al genere umano in questo tempo.

    PR: Quali sono i cambi che stanno avvenendo nel pianeta ora e come influiscono sul nostro corpo?

    BF: Ci sono cambi maggiori, mutazioni, che secondo i genetisti hanno iniziato da quando siamo usciti dall'acqua. Qualche anno fa, a Città del Messico, ci fu una conferenza di genetisti di tutto il mondo, con tema principale: il cambio del DNA. Stiamo vivendo un cambio rivoluzionario, tuttavia non sappiamo verso cosa stiamo cambiando.

    PR: Com'è il nostro cambio di DNA?

    BF: Ognuno di noi ha una doppia elica di dna: quello che stiamo vedendo è che si stanno formando altre eliche. Nella doppia elica ci sono 2 catene o filamenti avvolti dentro una spirale: quello che comprendo è che ci si svilupperanno 12 eliche. Questo processo sembra essere iniziato 5-10 anni fa: noi stiamo mutando. Questa è la spiegazione scientifica. É una mutazione della specie verso qualcosa che ancora è sconosciuto. I cambi non sono resi pubblici ancora, perché la comunità scientifica sente che questo allerterebbe la popolazione. Ugualmente noi stiamo cambiando le nostre cellule. In questo momento sto lavorando con tre bambini che hanno 3 eliche di dna. Già molte religioni hanno parlato di questo cambio e si sa che arriverà in qualche forma. Sappiamo che è una mutazione positiva, sia fisica-mentale che emozionalmente e può essere malintesa e preoccupare.

    PR: Questi bambini mostrano caratteristiche che li differenzino da altri?

    BF: Sono bimbi che possono muovere oggetti nella casa solo concentrandosi in essi, o prendere un bicchiere d'acqua col solo guardarlo. sono esseri telepatici. Guardandoli puoi pensare che sono superumani o metà angelici, ma non è così. secondo me sono quello che saremo anche noi nelle prossime decadi.



  • Voce felice o viso sorridente? Scoperte le aree cerebrali che rappresentano le emozioni degli altri ad un livello astratto.
    I risultati della ricerca in uscita su The Journal of Neuroscience. Voce felice o viso sorridente? Scoperte le aree cerebrali che rappresentano le emozioni degli altri ad un livello astratto.

    Noi umani siamo molto abili nel riconoscere gli stati emotivi degli altri, captando i numerosi segnali non verbali. Rapidamente deduciamo stati mentali anche complessi da una grande quantità di stimoli visivi e uditivi, come una smorfia, una risata o una postura del corpo. Ci sono regioni cerebrali che rappresentano questi stati mentali indipendentemente dai segnali sensoriali percepiti? Un gruppo di neuroscienziati delle Università di Trento, Ginevra e Durham hanno cercato le aree cerebrali nelle quali le risposta alle emozioni percepite attivassero schemi di attività neurale indipendenti dalle modalità sensoriali di presentazione delle emozioni stesse (corpi, facce, voci). Usando risonanza magnetica funzionale, i ricercatori hanno analizzato le risposte neurali alle cinque emozioni di base (rabbia, disgusto, paura, felicità, tristezza) presentate usando diverse modalità sensoriali. L’analisi ha rivelato nella corteccia prefrontale mediale (MPFC) e nel solco temporale superiore sinistro modelli di attivazione neurale specifici per l’emozione percepita, indipendentemente dalla modalità sensoriale di presentazione.

    Queste sono aree il cui coinvolgimento nell’elaborazione delle emozioni e nell’attribuzione di stati mentali era già noto. Quanto ancora non si sapeva è che il nostro cervello ha una rappresentazione di alcuni stati mentali indipendente dalla modalità sensoriale nella quale vengono presentati e percepiti.

    Questi risultati sono stati pubblicati sulla rivista The Journal of Neuroscience.

    “Abbiamo trovato che la corteccia prefrontale mediale e il solco temporale superiore sinistro rappresentano le categorie di emozioni ad un livello astratto e in modo indipendente dalla modalità di percezione dell’emozione. Questo ci fa pensare che queste aree giochino un ruolo fondamentale nella comprensione e nella categorizzazione degli stati emotivi altrui” spiega Marius Peelen del CIMeC, primo autore dell’articolo.

    L’esperimento. Ai 18 volontari sono stati mostrati dei video, recitati da 4 attori (2 uomini e 2 donne), dei quali erano visibili di volta in volte le sole espressioni facciali o i soli movimenti del corpo (con il viso ritagliato). Gli stimoli sonori consistevano in brevi (circa 1 secondo) interiezioni non linguistiche (“ah!”). Tutti gli stimoli utilizzati (nelle tre modalità) esprimevano una delle cinque emozioni di base, come indicato da precedenti studi comportamentali. Immediatamente dopo la presentazione di ogni stimolo, ai soggetti è stato chiesto di valutare l’intensità dell’espressione emotiva percepita, su una scala da 1 a 3.

    I risultati. I ricercatori hanno trovato nella MPFC e nel solco temporale superiore sinistro modelli di attivazione neurale associati alle varie emozioni (in modo indipendente da come venivano presentate, con voci, visi o parti del corpo). Queste attivazioni neurali relative alla stessa emozione – anche se percepita con diversi tipi di stimoli - sono più simili tra di loro di quanto non lo siano gli schemi di attivazione relativi ad emozioni diverse tra loro. Insomma, tali aree elaborano il “contento” di uno stimolo, indipendentemente dalle sue caratteristiche sensoriali.

    Il futuro. Il passo successivo consiste nel disambiguare alcune questioni. La prima. Le aree attivate nel caso delle cinque emozioni di base rappresentano anche altri stati mentali, emotivi e non? Inoltre, in che misura la specificità per le emozioni di queste aree è collegata alla esplicita valutazione delle emozioni richiesta ai soggetti? E, infine, osserveremmo la stessa attivazione di corteccia mediale prefrontale e solco temporale superiore sinistro nel caso di emozioni esperite, invece che soltanto percepite, come nel caso dello studio in questione?

    Per informazioni:

    Nicla Panciera - Media Relations

    CIMeC - Center for Mind/Brain Sciences Corso Bettini,31 I-38068 Rovereto / Tel. +39 0464 80 8616 - Fax + 39 0464 808616

    Università degli Studi di Trento



  • LUCI ED OMBRE DELLA MEDICINA CONVENZIONALE

    LUCI ED OMBRE DELLA MEDICINA CONVENZIONALE

    Nel 1535 Jacques Cartier salpò dalle coste della Francia diretto verso Terranova con un equipaggio di 110 uomini. In 6 settimane 100 uomini si ammalarono di scorbuto. Un indigeno disse loro di bere succhi dei frutti di un albero che crescevano in quella zona e gli uomini guarirono nel giro di pochi giorni. Da quell'episodio capitani di navi accorti e lungimiranti comandarono al loro equipaggio di consumare succhi di arancia e limone per scongiurare lo scorbuto. Ci volle molto tempo prima che il mondo medico accettasse questa semplice soluzione, ma alla fine nel 1795 dovette soccombere al buon senso e il succo di limone diventò obbligatorio nella dieta dei marinai.

    Uno dei motivi per cui le infezioni sono così numerose in ospedale è che molti infermieri amano più gli antibiotici che lavarsi le mani. Quando nel 1843 Oliver W. Holmes suggeriva ai medici di cambiare gli indumenti e lavarsi le mani dopo aver visitato i pazienti affetti da febbre puerperale le sue richieste vennero completamente ignorate. Anche l'avvento dell'anestesia è stata per lungo tempo trascurata se non osteggiata dal mondo medico e venne ufficialmente accettata soltanto quando la regina Vittoria diede alla luce il principe Leopoldo sotto l'effetto del cloroformio. Fino al 1980 era prassi comune operare i bambini senza anestesia perché si riteneva che fossero incapaci di provare dolore.

    Da dati riportati da vari libri e giornali, pare che oggi i medici causano più malattie e decessi del cancro o delle cardiopatie. Una persona su 6 si trova in ospedale a causa del medico. Le reazioni negative ai farmaci sono la quinta causa di morte negli Usa perché i medici non comprendono i pericoli associati ai farmaci. Il 40% delle persone che assume farmaci subisce pesanti effetti collaterali, daltronde nessuno può stabilire in anticipo quali saranno le conseguenze sulla salute di un farmaco lanciato sul mercato. Molte più persone vengono uccise dai farmaci prescritti che dall'uso illegale di droghe. Solo in Australia ogni anno vengono ricoverate quasi mezzo milione di persone perché dei medici li hanno fatti ammalare e 18.000 di questi muoiono ogni anno a causa di errori medici, tossicità dei farmaci, errori chirurgici ecc., mentre negli Usa i casi di mortalità a causa dei medici si aggira intorno alle 200.000 unità. E le cifre in Europa non sono più incoraggianti dove medici e medicine pare che uccidono più persone di tutti i tipi di cancro. In realtà i medici rappresentano una delle principale causa di malattie e morte molto più di tutti gli altri tipi di problemi messi insieme, compreso cancro e malattie cardiache.


  • Medicinali omeopatici: Modalità di presentazione delle domande di registrazione semplificata

    Scritto da Redazione
    martedì 22 giugno 2010  

    L’Agenzia Italiana del Farmaco, in attuazione all’art. 17, comma 2 del D. L.vo 219/06 ha reso pubblico il modello secondo il quale dovranno essere conformi le domande di registrazione semplificate dei medicinali omeopatici. Le domande dovranno predisporsi congiuntamente a quanto previsto dalla linea guida “Informazioni da riportare nel modulo 3 del CTD del dossier dei medicinali omeopatici”, già pubblicata sul portale AIFA in data 26 marzo 2009, e osservare tutti i riferimenti utili e necessari per la compilazione dei diversi moduli che costituiranno il dossier finale del medicinale omeopatico. Si ricorda che la linea guida sulla qualità non prevede una distinzione tra domanda di registrazione semplificata e ordinaria poiché nessuna diversificazione o distinzione è prevista al riguardo sia dalle norme nazionale che da quelle comunitarie.

    Pertanto il modulo di qualità del dossier deve essere completo in ogni sua parte.Riguardo al modulo 4 si rimanda a quanto previsto dall’allegato tecnico del D. l.vo 219/06 e dal Consiglio Superiore di Sanità nella seduta del 20 dicembre 2005: “Ogni informazione mancante va giustificata: ad esempio occorre spiegare perché si accetta la dimostrazione di un livello accettabile di sicurezza anche in assenza di alcuni studi” e: “ai fini della registrazione semplificata, qualora vengono utilizzate sostanze non sufficientemente note nella medicina allopatica in quanto non presenti nella Farmacopea, né contenute in specialità medicinali commercializzate in Europa, vengano condotti studi sperimentali di tossicità non dissimili da quelli previsti per la autorizzazione all’immissione in commercio (AIC) dei medicamenti allopatici utilizzati in Italia ed in Europa”Ne consegue che a seconda del materiale di partenza utilizzato nel medicinale omeopatico finito, per sua origine e natura, il modulo 4 dovrà essere adeguatamente compilato. Si suggerisce alle Aziende del settore di verificare tutti gli eventuali aggiornamenti pubblicati al riguardo sul sito Heads of Medicines Agencies (HMA) nella sezione relativa a Homeopathic Medicinal Products Working Group (HMPWG).

    Infine, per i medicinali omeopatici di cui all’art. 20, comma 1 del D. L.vo 219/06 si fa presente che le domande di registrazione dovranno essere presentate secondo uno specifico calendario predisposto dall’AIFA e presto disponibile on line. Tale calendario sarà utile per agevolare il lavoro dell’Agenzia stessa permettendo la valutazione di raggruppamenti di medicinali sulla base dell’origine del materiale di partenza di cui è costituito e della sua presenza o meno nella Farmacopea Europea o in una farmacopea ufficiale di uno Stato membro.

    Nella stesura di tale calendario si terrà conto del possesso o meno dei requisiti dell’art. 16, comma 1 del succitato decreto legislativo e del tempo necessario per la preparazione del dossier che, comunque, dovrà rientrare nel termine ultimo delle disposizioni transitorie attualmente in vigore (31 dicembre 2015).


    http://www.agenziafarmaco.it/it/content/medicinali-omeopatici-modalit%C3%A0-di-presentazione-delle-domande-di-registrazione-semplificata-

     



  • OMEOPATIA/ Un aiuto alla cura o semplice “stregoneria”?

OMEOPATIA/ Un aiuto alla cura o semplice “stregoneria”?

venerdì 28 maggio 2010

fonte: http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=89044

Sull’onda delle dichiarazioni di un’associazione di medici britannici, secondo cui l’omeopatia sarebbe “stregoneria”, abbiamo assistito a un dibattito tra il farmacologo Silvio Garattini e Christian Boiron, presidente dei Laboratoires Boiron, azienda leader nel settore dei medicinali omeopatici, cui è stato dato ampio risalto dagli organi di stampa.

Quale esperto della materia (mi occupo di ricerca in questo campo da più di vent’anni) ho partecipato all’incontro che aveva come titolo significativo “La salute tra responsabilità e ideologia”. Senza entrare direttamente nelle argomentazioni - per lo più inconciliabili e inconciliate - dei due “contendenti”, esprimo qui alcune considerazioni, basate sulla mia esperienza.

Quando nel lontano 1989 iniziai a interessarmi di omeopatia come materia di ricerca in ambito universitario, il mio allora direttore mi disse che si trattava di una follia, di un’assurdità fuori dal fertile solco della medicina moderna, per cui fui “squalificato” e dovetti cambiare posto di lavoro, spostandomi in un altro Istituto dove invece il direttore mi disse: “Se hai la passione, fai pure la ricerca, purché non mi chiedi soldi e sistemazione accademica”.

L’accusa di follia era basata sulla convinzione che la legge di Avogadro (principio di chimica stabilito alla fine dell’Ottocento, per cui non esistono molecole di principio attivo oltre una certa diluizione) sia una barriera insuperabile per la farmacologia.



  • Omeopatia: stregoni alla riscossa

    I medici inglesi mettono al rogo l’omeopatia in quanto priva di fondamenta scientifiche. La dottoressa Antonella Ronchi, presidente FIAMO, non ci sta: “È solo questione di disinformazione”

    di Fabrizio Giona

    fonte: http://www.wakeupnews.eu

    L'omeopatia è stregoneria

    MILANO – “Non chiamatela omeopatia, ma stregoneria”. È la sentenza di un centinaio di medici della British Medical Association (BMA) che, durante la conferenza annuale dei giovani iscritti, hanno approvato una mozione per chiedere l’esclusione dell’omeopatia dalle prestazioni del Servizio sanitario nazionale (NHS), non essendoci prove scientifiche a favore della sua efficacia.

    I sostenitori dell’omeopatia non ci stanno. “È solo questione di disinformazione – replica alla notizia la dottoressa Antonella Ronchi, Presidente della Federazione Italiana delle Associazioni e dei Medici Omeopati (FIAMO) e coordinatrice del Comitato Permanente di Consenso per le Medicine Non Convenzionali in Italia –. C’è una mancanza di informazione da parte di questi medici che parlano di qualcosa che non conoscono o di cui non hanno approfondito niente. Perché se solo facessero una ricerca su internet, su quella che è la letteratura scientifica, vedrebbero che di prove ce ne sono tante. Bisogna solo cercarle. Certo è che non c’è peggior sordo chi non vuol sentire!”.

    Come darle torto. Basterebbe, infatti, aprire l’International Journal of Oncology che a gennaio scorso ha descritto un esperimento in cui si rileva come i medicinali omeopatici abbiano su cellule cancerose un’azione simile a quella di un farmaco chemioterapico. Oppure, meno recente, basterebbe valutare su  Psychopharmacology il lavoro di un team italiano di ricerca che ha messo in evidenza come topolini di laboratorio sottoposti a specifici stress ritrovino la tranquillità con altrettanta efficacia e tempestività se trattati con un convenzionale ansiolitico di sintesi o con un appropriato medicinale  omeopatico.

    “Sono solo due recentissimi studi – spiega la dottoressa Rochi –. Questo è chiaro che non vuol dire niente di decisivo, ma nella scienza non c’è mai niente di definitivo; quello che possiamo valutare oggi, domani potrebbe essere smentito. La medicina ha fatto molti progressi ma non risolve completamente tutto. L’omeopatia si vuole porre come un modo diverso di vedere le cose, non si vuole mettere in contrapposizione alla medicina convenzionale, ma rivendica una propria specificità”.



  • Anche i topolini sono sensibili alle medicine omeopatiche
    recente pubblicazione sulla rivista scientifica Psychopharmacology
    fonte: http://www.lastampa.it/
    A seguito della dichiarazione di alcuni medici inglesi della British Medical Association che contestano le Basi scientifiche dell'omeopatia cominciamo con questo articolo una serie di interviste ad autorevoli esponenti della ricerca scientifica di base in omeopatia.
    L'occasione nasce dalla recente pubblicazione, sull'autorevole rivista scientifica Psychopharmacology,  di un importante lavoro sull'omeopatia a firma di ricercatori dell'Università di Verona. Nell'ambito di una ricerca portata avanti da più di tre anni, si dimostra che alte diluizioni di un medicinale omeopatico (Gelsemium sempervirens) sono capaci di modulare i comportamenti e le risposte emozionali di topi di laboratorio. L'indagine ha dimostrato che il Gelsemium riduce l'ansietà e la paura, in un modo quantitativamente comparabile ai normali farmaci ansiolitici, ma senza provocare alcun disturbo da sedazione (come invece fa il buspirone in quel sistema sperimentale). L'effetto si è visto anche con diluizioni altissime del medicinale, fino alla 30a diluizione centesimale.
    Abbiamo intervistato l'autore, il Prof. Paolo Bellavite docente di Patologia Generale presso l’Università di Verona, dove tiene anche il corso elettivo “Introduzione alla Conoscenza delle Medicine Complementari”. La ricerca sua e del suo gruppo ha riguardato gli aspetti cellulari, molecolari e farmacologici dell'infiammazione con particolare riguardo ai radicali liberi, ai fagociti, ai leucociti basofili alle piastrine. È autore di oltre 210 pubblicazioni scientifiche in extenso, di cui 114 riportate da PubMed dell’U.S. National Library of Medicine (Medline), e di 8 libri di cui l’ultimo è “La Complessità in Medicina” (Tecniche Nuove, Milano 2009).
    Qual è il significato della pubblicazione di questo suo lavoro su una rivista con buon impact factor?
    Significa aver finalmente aperto uno spazio per l’omeopatia nel mondo della farmacologia. Inutile dire che prima di arrivare a pubblicare questo risultato abbiamo avuto difficoltà persino a far accettare l’idea che questa fosse “farmacologia”



  • Intervista al dott. IOANNIS KONSTANTOS

     

    Intervista al Dott. IOANNIS KONSTANTOS

     

    Medico Omeopata Unicista

    Direttore della Accademia Internazionale di Omeopatia Classica (PISA)
    www.konstantos.com

     

    In occasione della presentazione del libro “Materia Medica Omeopatica Clinica”, Infomeopatia ha potuto condividere alcune delle sue curiosità e dei suoi punti interrogativi con il Dott. Ioannis Konstantos, che con grande disponibilità e accuratezza ha accettato di fare una chiacchierata su vari aspetti e temi che spesso affrontiamo su questo sito e che, proprio per questo, meritano il parere di un medico che da anni, quotidianamente e con estrema competenza, si ritrova a fare i conti con loro.


    Ecco qui di seguito il risultato di questo piacevole scambio tra una paziente curiosa e un brillante omeopata, che sa come chiarirci le idee sul rapporto tra Omeopatia e Medicina Tradizionale, sulla differenza tra Omeopatia Unicista e Pluralista, sui motivi dell'ingenerosa diffidenza di molti ambienti italiani nei confronti della Medicina Omeopatica, sull'importanza del metodo, della ricerca e della formazione. E non solo.

    Mi risulta quindi difficile trattenere un caloroso grazie al Dott. Konstantos. A voi buona lettura.

     

     

     

     

    Clicca sull'immagine qui sopra per guardare la video-intervista



  • Le evidenze scientifiche favorevoli all’omeopatia ci sono, ma nessuno ne parla


    E’ opinione diffusa, sia tra i normali cittadini, che tra personalità anche molto note del mondo scientifico, considerare l’omeopatia come una metodica terapeutica senza alcuna evidenza d’efficacia riconosciuta e che funzioni solo in virtù dell’effetto placebo (effetto autoindotto dal paziente dovuto alla sua suggestionabilità e non all’effetto specifico del medicinale che sta assumendo) e che non debba minimamente venir presa in considerazione in caso di trattamento di patologie “serie”. Ebbene, la realtà è molto diversa: un sempre maggior numero di lavori scientifici, pubblicati anche da riviste scientifiche non legate all’omeopatia (quali il Lancet, il British Medical Journal, il British Journal of Clinical Pharmacology, l’European Journal of Clinical Pharmacology ecc.), hanno dimostrato l’efficacia terapeutica dell’omeopatia in molteplici situazioni cliniche, anche gravi. Le prove a favore dell’omeopatia sono fondate sia sui dati della letteratura classica (studi clinici osservazionali) sia su un numero sempre crescente di dati della letteratura scientifica moderna (studi randomizzati e controllati). Solo fino al 2007 sono stati pubblicati 134 studi randomizzati e controllati (RCT), di questi 59 hanno dato esito positivo, 8 negativo e 67 conclusioni non valide statisticamente. Gli studi RCT che hanno dato esito positivo riguardano una gran varietà di disturbi clinici tra cui allergie, infezioni respiratorie, diarrea infantile, influenza, disturbi reumatici, vertigini, fibromialgia, osteoartriti, sinusiti, otiti acute, bronchiti, sindrome della fatica cronica e sindrome pre-mestruale. I dati fino ad oggi disponibili indicano con chiarezza che:

    l’omeopatia è efficace in numerose condizione cliniche;

    l’effetto dell’omeopatia è superiore a quello del placebo.

    Studi clinici osservazionali dimostrano inoltre che oltre il 70% dei pazienti riferiscono benefici prodotti dal trattamento omeopatico.

    Questa è la realtà dei fatti, che piaccia o meno, e chiunque desideri la bibliografia scientifica di quanto da me riportato può ricercarla nel mio sito, viewtopic.php?f=5&t=42, o contattarmi direttamente al mio indirizzo email: info@omeosan.it.

    Come mai allora questa medicina viene di continuo attaccata o ignorata da medici e da scienziati con la complicità dei grandi media?

    I motivi, ormai evidenti, hanno ben poco di scientifico e sono principalmente tre:

    1) ignoranza;

    2) interessi economici;

    3) motivazioni politiche.

    1) I detrattori dell’omeopatia sono quasi sempre esperti in altre branche della medicina convenzionale (a volte non sono neanche medici, spesso sono farmacologi, chimici ecc.) che non hanno nessuna competenza specifica sulla medicina omeopatica e trascurano gli studi scientifici fino ad oggi disponibili arrivando a trarre delle conclusioni affrettate basandosi solo sulle loro conoscenze di chimica o di farmacologia (per non dir sulla base di racconti negativi di qualche paziente o collega) che poco o nulla hanno a che fare con l’omeopatia, il cui meccanismo d’azione, ancora non noto, è certamente di natura fisica e non chimica (almeno nelle diluizioni più elevate).

    2) I medicinali omeopatici sono ovviamente visti con grossa preoccupazione dalle grandi aziende farmaceutiche non omeopatiche. Basta pensare che esistono dei farmaci chemioterapici che costano più di mille euro a fiala per una spesa complessiva di diverse decine di migliaia di euro al mese, per paziente. Quale azienda farmaceutica potrebbe vedere di buon occhio il sostituire simili farmaci con dei rimedi omeopatici dal costo di pochi euro e il cui effetto può durare per mesi? E questo è solo uno degli aspetti in gioco. Il risparmio che si potrebbe avere con una maggiore diffusione dell’omeopatia è anche indiretto, dovuto cioè al fatto che è stato evidenziato da più studi che i pazienti curati omeopaticamente si ammalano meno frequentemente e riducono drasticamente l’uso di altri farmaci o di altri interventi medico-diagnostici con un ulteriore grande risparmio di denaro pubblico.

    3) Pensate a quello che potrebbe accadere se venisse riconosciuta, in maniera unanime dall’establishment scientifico, l’efficacia delle basse dosi omeopatiche. Si tratterebbe di una svolta epocale e molti medici, scienziati e organizzazioni che hanno da sempre attaccato l’omeopatia e negato i suoi paradigmi, perderebbero subito gran parte della loro credibilità e probabilmente la loro attuale posizione di potere (con gravi ripercussioni anche economiche) .

    E’ ovvio che si faccia di tutto per occultare i dati favorevoli all’omeopatia e per attaccarla in tutti i modi, fino a giungere addirittura a falsare le conclusioni di alcuni studi scientifici (si è arrivati persino a negare le conclusioni delle sei meta-analisi sull’omeopatia pubblicate fino ad oggi, che hanno evidenziato tutte l’efficacia dei trattamenti omeopatici) con la complicità dei grandi media, palesemente manipolati e tendenziosi, che non danno poi mai spazio alla controparte omeopatica di ribattere sulle gravi inesattezze riportate. E’ bene anche ricordare che la letteratura scientifica in medicina è piena di studi dall’esito negativo che hanno evidenziato un effetto terapeutico praticamente nullo di vari farmaci (che poi però vengono comunque tranquillamente commercializzati) ma non per questo si dichiara poi la fine di un’intera branca della medicina come avviene di regola nel caso dell’omeopatia. Se dovessimo adottare la stessa “spietatezza” verso la medicina convenzionale allora, tanto per fare un esempio, dovremmo bocciare subito l’intera psichiatria visto che la maggior parte degli studi a nostra disposizione concludono che l’efficacia dei farmaci antidepressivi sia pari a quella del placebo (tranne che per gli effetti collaterali, certamente superiori nei farmaci) e il loro meccanismo d’azione resti in gran parte sconosciuto.

    Frequenti sono poi gli attacchi sul presunto pericolo per i pazienti nel ricorrere all’uso delle cosiddette “medicine naturali”, attacchi che sfociano spesso nel ridicolo come quello di poche settimane fa in cui una campagna promossa dall’Istituto Superiore di Sanità voleva allarmare e mettere in guardia la popolazione sostenendo che le medicine naturali avrebbero causato 400 effetti avversi dal 2002 al 2009 (in 8 anni quindi). Tale istituto, e i media che lo seguono in maniera acritica e servile, si guardano bene però dal riferire ai cittadini il numero degli effetti avversi provocati dai farmaci tradizionali che sono, in Italia, nell’ordine delle decine di migliaia l’anno!

    Per quanto si è tentato in tutti i modi di mettere il bavaglio a questa meravigliosa medicina che è l’omeopatia, la sua popolarità, in continua crescita, è ormai diventata inarrestabile e questo è avvenuto soprattutto grazie al passaparola dei pazienti e dei medici che l’hanno sperimentata, certamente non grazie alle notizie riportate dai media o alla pubblicità, quest’ultima vietata in Italia, dei tanto “pericolosi” medicinali omeopatici. In appena 10 anni, i sostenitori dei medicinali omeopatici hanno registrato un balzo di oltre 8 punti percentuali, passando dal 10,6% nel 2000 al 18,5% nel 2010, spiega il “Rapporto Italia 2010″ diffuso dall’Istituto Eurispes. L’italia si conferma come il terzo mercato europeo dopo Francia e Germania.

    Questo enorme successo dell’omeopatia e i risultati positivi dei sempre più numerosi studi scientifici a nostra disposizione, che purtroppo non vengono mai citati, sono di continuo confermati dall’esperienza clinica di migliaia di medici e dal livello di soddisfazione di milioni di pazienti, in ogni parte del mondo.

    “Tutte le verità passano attraverso tre stadi: primo vengono ridicolizzate, secondo vengono violentemente contestate, terzo vengono accettate come evidenti.” Arthur Schopenhauer

    Tancredi Ascani

    Medico omeopata unicista

    Fonte: www.omeosan.it



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